Diario di progetto di Exyzt visualizza sulla mappa

L'esperienza di Exyzt a Cinisello Balsamo, dal loro arrivo fino all'ideazione di un progetto con i cittadini

Diario di progetto: Capitolo 3

#03 Formazione gruppo e processo creativo 20-07-2013

Abbiamo alle spalle dieci giorni straordinari. Approfittiamo di questo post sul diario per ringraziare il team di HubOut e i cittadini di Cinisello Balsamo per l’accoglienza, il contributo fondamentale al nostro lavoro e l’amicizia che è ancora in bozzolo e siamo sicuri crescerà insieme a SPARC nei prossimi mesi. 

Ora che il periodo di progettazione si è concluso ci stiamo pensando un po’ su e vogliamo condividere con voi qualche riflessione sul modo in cui il nostro gruppo e l’idea di SPARC sono nati e continueranno a spa(r)ccare!

Noi di EXYZT ci conosciamo da un paio di anni e abbiamo collaborato a diversi progetti, ma ci siamo trovati per la prima volta soli a gestire una progettazione complessa, visti i tanti desideri espressi dai Cinisellesi e i tanti partecipanti pieni di entusiasmo, che non volevamo deludere! Anche per noi due questa formazione era una novità. Guidare anziché essere guidati, anche dopo parecchie esperienze condivise, non è una passeggiata! Forse forse l’abbiamo spuntata, Luigi con lo charme mediterraneo e le idee geniali, Licia con il temperamento nordico (leggi “acidella”) e i giochetti che tutti prima storcono il naso, ma sotto-sotto si divertono.

E poi dal primo momento si sono aggiunte un sacco di persone nuove che ci hanno seguito in questa folle settimana di lavoro e di piacere, e sono state importantissime per il parto di SPARC.

Ve li presentiamo:

Armando aka Armageddon, architetto laureando in Design Industriale, è il vicino di casa ideale. Fornitore ufficiale di … tutto. Genio dei plastici, ha costruito insieme a Morena il nostro bel puntatore arancione di ZAC. Tutti ormai lo sanno: viene da Caracas, Venezuela.

Damiano è di Cinisello, Sant’Eusebio per l’esattezza. Ci è ritornato da due settimane, dopo qualche mese a Copenhagen in SVE (no, non è una malattia, ma il servizio civile europeo). Damiano è come l’acqua sotto i ponti, scorre cheta ma inarrestabile. Architetto di formazione, è grafico e fotografo di SPARC.

Di Davide aka Zeno non diciamo nulla perchè è in incognito.

Elena Elgani è la nostra talpa al Pertini, dottoranda in Architettura al Politecnico. Il suo cognome è così in armonia con il nome che non riusciamo proprio a separarli. 

Federico, musicista fisioterapista di Cinisello Balsamo con una forte predilezione per le feste, il nostro jolly per le azioni musicofile, nonchè impeccabile partner di danze di Licia. Ci ha spiegato tutti i segreti del cervello umano, ma francamente non capisce un tubo di vini del Lidl!

Giulia é una giovane milanese che sta seguendo le orme del team Hubout con un master in curatela. Ha studiato violino per cinque anni ma se la cava egregiamente anche con i tamburi! La nostra DJ di mazurke e macarene. Morena, la pittrice della Val Sassina, dal temperamento imprevedibile.

Morena, la pittrice della Val Sassina, Instancabile partecipante, ormai conosce a memoria l’intera rete dei trasporti pubblici tra Cinisello e Milano. 

Quynh Hu è di origini vietnamite ma è nata e vive a Torino, città di cui porta anche il fantastico accento. Dopo una laurea in Design Industriale a Torino è passata alla nostra sponda e si è laureata in aprile in Design dei Servizi al Politecnico di Milano. Fotografa ufficiale, incredibile piegatrice di volantini e incantatrice di bambini.

Rossella è Cinisellese e aveva proposto un luogo per sviluppare il concetto di sharing economy in città. Si è laureata da poco in Mediazione Culturale ad indirizzo giapponese in Bicocca (eh si, giapponese!) ed è la nostra autista ufficiale, insegnante di balli tradizionali calabri e motivatrice di Cinisellesi, oltre che grillo parlante del riciclo!

Silvia è un’adorabile Cinisellese che è finita a San Marino a studiare Design Industriale dopo un percorso travagliato iniziato con un Interrail. Ha una guida spericolata e due computer che è in grado di utilizzare contemporaneamente. Sa come incantare gli Assessori con la sua femminilità e il suo vocione da camionista. Insieme a Giulia, ottima DJ di tarantelle e macarene.

Il nostro gruppo ha funzionato da subito, potendo contare sulla presenza costante della maggior parte dei partecipanti e sulla loro formazione che è simile alla nostra. La nostra strategia di lavoro potrebbe definirsi “divide et impera”: prese le grandi decisioni in gruppo ed individuati i compiti da svolgere, ce li siamo assegnati dividendoci in gruppetti per essere più efficienti. La progettazione partecipata ci piace, ma pensiamo che sia produttiva solo se le grandi decisioni vengono prese di comune accordo e le piccole vengono delegate a “microgruppi”. Certo bisogna fidarsi al 100% delle persone che li compongono ed accettare le loro scelte, ma è inutile decidere in 11 le dimensioni di un font per un volantino, no?

Il discorso sulla scelta del tema di lavoro e sul processo creativo invece è un po’ più complesso. Come dicevamo più su, prima di arrivare a Cinisello Balsamo avevamo già discusso ed individuato il principio da cui volevamo partire: tutte le idee sono ugualmente valide, dobbiamo conservarle tutte ed anzi dare la possibilità ai cittadini di ampliarle e realizzarle di persona. 

Il laboratorio di progettazione è stato strutturato in tre momenti: 

1. Esplorazione - noi abbiamo introdotto il principio di cui parlavamo, poi, con questa idea in testa abbiamo girato Cinisello, abbiamo identificato un luogo di intervento, abbiamo cercato esperienze simili per confrontarci, abbiamo visitato il Made in Mage;

2. Ideazione - avevamo un luogo e un’idea grezza. Per raffinarla abbiamo fatto diversi tentativi, abbiamo raccolto informazioni sulle funzioni che lo spazio avrebbe dovuto offrire e sui possibili modelli gestionali. Abbiamo pensato ai possibili utenti, ai loro problemi e alle soluzioni che potrebbero risolverli. Abbiamo disegnato una mappa del servizio.            

3. Presentazione - non dimentichiamoci che questo è un concorso e il progetto sarà realizzato solo se vince alle votazioni - VOTATE PER NOI IL 5 E 6 OTTOBRE! . Un microgruppo si è quindi concentrato sulla preparazione di quattro piccoli eventi per far conoscere la nostra proposta, mentre l’altro gruppo ha continuato a lavorare sulla progettazione del servizio e sul piano di gestione. Insieme abbiamo prodotto un volantino esplicativo.

La scelta del nome è stata difficilissima, ci abbiamo passato 24 ore non stop. 

  • fabbrica delle idee
  • officina dei desideri
  • idealab
  • fare
  • mare
  • fac
  • crack
  • fuse
  • afrodite
  • miccia
  • spark

Spark ci piaceva, vuol dire scintilla in inglese, ma anche ispirazione. Il verbo spark può voler dire destare interesse, dare il via, innescare...ci è sembrato adattissimo alla nostra proposta...però non volevamo nomi inglesi...mmm, come fare? Gli abbiamo appioppato una C e abbiamo trovato un acronimo di senso compiuto: SPAzio di Riattivazione Cittadina...dai, suona bene...e SPARC fu! I flash mob, ovvero ogni teoria deve essere verificata con azioni pratiche.

Abbiamo discusso di SPARC per giorni. Poi abbiamo deciso di verificare per strada e con azioni pratiche il nostro modello teorico. Può esistere veramente uno spazio in cui custodire gli attrezzi e le competenze necessarie alla realizzazione di interventi artistici nella città contemporanea? Quanto dovrebbe essere grande? 

Sparc dovrebbe essere il luogo in cui i tuoi desideri per la città si materializzano. Noi ne abbiamo scelti 4 nella mappa fra i più eccentrici e condivisi. Ci siamo armati fino ai denti e nelle 48 ore fra sabato e domenica li abbiamo realizzati.

E’ stato quasi un esercizio, e nemmeno ci siamo resi conto sul momento di quanto fosse importante per il gruppo. Abbiamo costruito un grande logo ZAC per marcare la continuità con il progetto curare da HubOut e l’abbiamo portato con noi durante tutti gli interventi. Per ogni desiderio abbiamo fotografato il kit di attrezzi necessari, per dimostrare quanto poco spazio potrebbe servire a Sparc e quanto facile è delle volte proporre un progetto artistico collettivo.

Ecco la lista dei desideri che abbiamo esaudito:

Desiderio #1 - Colorare un pezzo di città
Desiderio #2 - Concerti in luoghi insoliti
Desiderio #3 - Potature artistiche
Desiderio #4 - Ballo in piazza 

0 Commenti Commenta questa pagina

Commenta questa pagina

back to top