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Dall'arrivo del collettivo Blauer Hase fino all'ideazione del progetto con i cittadini. Ecco il racconto della loro esperienza a Cinisello Balsamo

Diario di progetto: Capitolo 1

#01 Incontri, ricerche e prime idee 08-07-2013

 

Sono arrivato a Cinisello Balsamo dopo una intensa riunione di progettazione Blauer Hase. Avevamo alcune idee per le mani:

  • creare una stazione radiofonica localizzata in una piazza
  • creare il Palio di Cinisello Balsamo
  • lavorare con la biblioteca e magari realizzare un intervento al suo interno
  • indagare ulteriormente le strutture e le associazioni che ci sono in città.

Il 26 giugno, insieme al team HubOut, abbiamo girato la città, alla ricerca di piazze e spazi aperti di incontro e aggregazione. Il nostro sopralluogo ci ha portato prima in centro, poi nelle piazze di Balsamo, dove ci siamo soffermati per guardare le forme dei luoghi e come sono vissuti dalle persone. Ci siamo lasciati ispirare dalla città mentre la percorrevamo in bici. In ogni parco e piazza ci siamo interrogati su quale fosse l’occasione da cui nasce e nasceva l’incontro. Questo perché il nostro interesse è quello di riportare alla memoria contemporanea eventi, manifestazioni pubbliche popolari e tradizioni che ricordino ai cittadini la storia e lo spirito della città. Infine ci siamo spostati verso il quartiere Campo dei Fiori e la sua piazza, in cerca dei luoghi del mercato. Quindi abbiamo fatto una panoramica sugli eventi che già si svolgono in città e sui momenti storici significativi, nell’ottica di capire cosa già esiste e cosa invece si può ricreare.

3/7/13
In serata c’è stato un primo incontro con i cittadini al Pertini. Abbiamo avuto modo di riprendere i discorsi che erano stati iniziati durante la serata del 25. 
Ho cercato di spiegare che forse il punto che accomuna tutti i progetti è quello di creare un momento di condivisione e di socialità. Un momento dove la città possa guardarsi ed osservarsi. 
Durante la riunione sembra che questa idea possa funzionare soprattutto legata alla identità della città. Si sono palesate alcune domande: come coinvolgere? quali pretesti adottare? quali storie raccontare? quali sono gli avvenimenti da riportare dentro a un palio? 

4/7/13
Nella mattinata c’è stata l’occasione di incontrare Patrizia Rulli del CDS (Centro di Documentazione Storica del Comune di Cinisello Balsamo) in compagnia di Gabriella Milanesi, cittadina cinisellese e docente alla U.T.E. (università della terza età). Questo incontro organizzato dalle ragazze di HubOut è stato fondamentale per comprendere la forma e l’evoluzione di Cinisello Balsamo. Dai 20.000 abitanti degli anni 50 si è passati a 80.000 in venti anni. Questo cambiamento ha determinato l’identità della città in maniera profonda. Alla sera, Salvatore Bonanno, ha raccontato gli ultimi trent’anni di storia del quartiere Sant’Eusebio. Molti sono gli esempi di cittadini che hanno lavorano assieme: come quando hanno costruito un mercato finto per sensibilizzare il comune alle loro esigenze. Si percepisce l’esigenza di preservare queste reti di cittadini e di passare il testimone alle generazioni più giovani.

5/7/13 
Ho incontrato Valerio, Andrea e Sonia al Pertini. La discussione è stata impostata su come creare le origini di un palio di una festa popolare. Il primo punto di riflessione che ho suggerito è stato quello dei miti di fondazione di molte città. La prospettiva nella quale si inseriva questo appunto è stata quella di trovare dei personaggi che potessero rappresentare ogni quartiere o ogni ondata di immigrati che c’è stata a Cinisello Balsamo. Dopo un breve scambio di idee, Valerio ed Andrea mi hanno fatto capire che non è così semplice trovare una figura che possa rappresentare ogni quartiere. La nostra attenzione allora si è spostata su quali sono gli eventi che possono farlo. 

Grazie al sostanziale apporto di Sonia abbiamo scoperto la storia di come un gruppo abbia dirottato un bus per sensibilizzare al problema delle poche linee di bus a Sant’ Eusebio. Sonia ha inoltre dato un buon quadro storico di riferimento su come i vari quartieri in origine fossero proprio formati da diverse onde di immigrazione. Questa situazione ormai quasi invisibile potrebbe essere un punto di appoggio per creare un evento che amalgami la città. Abbiamo cominciato a porci la domanda dove organizzare il palio e quali strategie attivare con i cittadini per spargere la voce. Andrea ha proposto che, oltre ad essere un palio itinerante nella città, ogni quartiere sia responsabile di raccontare qualcosa della sua storia o di un episodio.

Si è così delineata la formula: racconto o documentazione del quartiere  + evento sportivo in loco.

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